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Colonnine di ricarica per auto elettrica: guida completa all'installazione

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Colonnine di ricarica per auto elettrica: guida completa all'installazione

Le auto elettriche sono sempre più diffuse, ma caricare solo dai punti pubblici non è pratico. Installare una wallbox a casa o in azienda è la scelta più comoda ed economica. Ecco quello che c’è da sapere.

Wallbox o colonnina: qual è la differenza?

La wallbox è un caricatore da parete per uso privato (abitazioni, garage, aziende) che eroga tipicamente tra 7,4 kW e 22 kW. La colonnina è invece il termine usato per i punti di ricarica ad uso semi-pubblico o condominiale, spesso con più prese e gestione remota.

Potenza e tempi di ricarica

Con una wallbox da 7,4 kW (monofase) si ricarica completamente un’auto media in 6–8 ore: perfetto per la notte. Con una da 11 kW o 22 kW (trifase) i tempi si dimezzano, ideale per aziende o chi percorre molti chilometri al giorno.

Cosa prevede la normativa

L’installazione deve essere eseguita da un elettricista abilitato ai sensi del DM 37/2008 e rispettare la norma CEI 64-8. Al termine viene rilasciata la dichiarazione di conformità (DIC), obbligatoria per attivare l’assicurazione e accedere agli incentivi.

Incentivi disponibili

È possibile accedere alla detrazione fiscale del 50% (in 10 anni) per l’acquisto e l’installazione della wallbox in abitazioni private. Verifica sempre le normative aggiornate: le agevolazioni cambiano di anno in anno.

Cosa facciamo noi

  1. Sopralluogo per valutare l’impianto esistente e la potenza disponibile
  2. Eventuale potenziamento del contatore se necessario
  3. Posa del cablaggio dedicato fino al punto di ricarica
  4. Installazione e configurazione della wallbox
  5. Rilascio della dichiarazione di conformità

Quanto dura l’installazione?

In una villetta o appartamento con garage, l’installazione richiede generalmente una mezza giornata. Per installazioni condominiali o aziendali con più punti di ricarica i tempi si allungano in base alla complessità.

L’impianto fotovoltaico con sistema di accumulo è oggi una delle scelte più intelligenti per chi vuole ridurre la bolletta e aumentare l’autoconsumo energetico. Ecco tutto quello che è importante sapere prima di procedere.

Quanto produce un impianto da 6 kWp?

In Italia, con una buona esposizione a sud, un impianto da 6 kWp produce mediamente 6.000–8.000 kWh all’anno. Una famiglia tipo ne consuma circa 3.000–4.000: la parte eccedente viene ceduta in rete o stoccata nella batteria.

Dimensionare correttamente la batteria

Una batteria da 5–10 kWh è adeguata per la maggior parte delle abitazioni. Dimensionarla troppo grande rispetto al consumo notturno non porta benefici economici proporzionali.

Gli incentivi disponibili

Attualmente è possibile accedere alla detrazione fiscale del 50% (in 10 anni) per l’impianto fotovoltaico e alla Comunità Energetica Rinnovabile (CER) per condividere l’energia con i vicini. Aggiornati sempre sulle normative vigenti, poiché cambiano frequentemente.

Cosa succede durante l’installazione

Un’installazione standard richiede 2–3 giorni lavorativi:

  1. Installazione dei pannelli in copertura
  2. Posa del cablaggio e dell’inverter
  3. Installazione della batteria di accumulo
  4. Allaccio al contatore e pratiche GSE
  5. Rilascio della dichiarazione di conformità

Scegli un installatore certificato

Assicurati che l’azienda abbia la certificazione SOA o almeno la qualifica richiesta dal GSE. Un’installazione non a regola d’arte può invalidare le garanzie e compromettere gli incentivi.

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